Mer 25 Gen 2017 | Categoria: Iniziative Federsalus

Cresce il valore della filiera degli integratori alimentari: un’eccellenza italiana che investe in qualità e innovazione

L'industria degli integratori alimentari, composta da imprese che investono in innovazione, internazionalizzazione ed export e che considerano la qualità al primo posto nella classifica delle priorità di investimento, continua ad essere un attore importante per la crescita dell'economia nazionale. Ad evidenziarlo l’indagine del Centro Studi FederSalus sull'industria degli integratori alimentari in Italia, giunta alla seconda edizione, che ha coinvolto 112 tra le aziende associate.

L’indagine fotografa un comparto dinamico e molto articolato che negli ultimi dodici mesi mobili è caratterizzato da un incremento del fatturato del 6% e da una variazione positiva dei volumi di vendita del 4,8%, il valore di mercato è pari ai 2,7 miliardi di euro per un totale di circa 193 milioni di confezioni vendute. In termini di produttività del lavoro è in grado di competere con successo in uno scenario globalizzato con una stima pari a 77.500 euro, in linea con i livelli mediani più elevati di produttività dell’economia italiana (79.100 euro). La filiera genera un fatturato totale stimato nel 2016 di 1.080 milioni di euro (+5,4% vs indagine 2015) impiegando un numero di oltre 9.000 addetti che include informatori medico scientifici e agenti di vendita. Indicatore dello stato di salute del comparto la dinamica degli investimenti che ha sostenuto l’aumento della produzione e del fatturato. Oltre il 50% delle aziende rispondenti ha dichiarato di aver incrementato gli investimenti in: innovazioni di prodotto (il 68,9%), marketing e comunicazione (il 62%), impianti e nuovi macchinari (il 55,6%), formazione del personale (il 52,6%), innovazioni di processo (il 46,7%). Dall’Osservatorio emerge inoltre che la filiera italiana dell’integratore alimentare è decisamente proiettata verso i mercati internazionali.

Quasi il 70% delle aziende associate (nel 2015 era il 65%) ha un fatturato proveniente da export e altre attività all’estero. Si tratta di aziende con dimensioni maggiori che si distinguono per un fatturato medio di 12,2 milioni di euro e operano nel mercato interno da oltre 15 anni. Circa il 30% di queste aziende esporta oltre un quarto del fatturato all’estero, e per il 47% di queste l’export rappresenta oltre il 50% dei ricavi totali. 

Per ulteriori approfondimenti sono disponibili di seguito i report completi dell'indagine.