Ven 21 Apr 2017 | Categoria: Cosa di nuovo

Novità per le farmacie nel DDL Concorrenza


Il nuovo Disegno di Legge sulla Concorrenza, in via di approvazione definitiva nelle prossime settimane dopo un iter piuttosto burrascoso, contiene disposizioni che andranno a regolare alcuni aspetti inerenti la gestione delle farmacie. Si fa riferimento infatti alla possibilità per le società di capitali di entrare nella distribuzione farmaceutica.
 
Tuttavia, nonostante l’inclusione delle società di capitali fra i soggetti che potranno detenere la titolarità dell’esercizio di una farmacia, non viene modificato il principio secondo cui tali società debbano avere come oggetto esclusivo della loro attività la gestione della farmacia. Il testo prevede inoltre che la partecipazione alle società di capitali che possiedono farmacie sia incompatibile con qualsiasi attività di produzione e informazione scientifica del farmaco e con la professione medica;  che lo Statuto della società che intenda diventare titolare di una farmacia e qualsiasi sua variazione debbano essere comunicati alla FOFI e all’Assessore regionale competente, e che la titolarità dell’esercizio possa essere sia pubblica che privata. Con riferimento alla direzione, invece, prevede che sia affidata ad un farmacista in possesso del requisito di idoneità, anche non socio.
 
Le disposizioni introducono poi la possibilità di trasferimento in ambito regionale delle farmacie site in comuni sotto i 6.600 abitanti in cui gli esercizi risultino soprannumerari. Inoltre, prevedono che gli orari e i turni di apertura e chiusura delle farmacie convenzionate con il Sistema Sanitario Nazionale rappresentino il livello minimo di servizio da assicurare. Mentre sarà facoltà del titolare o del gestore della farmacia prestare servizio in orario o periodi aggiuntivi, previa comunicazione all’autorità sanitaria.
 
Infine, si cancella il limite al numero di esercizi di cui può essere titolare una società, precedentemente fissato a quattro farmacie nella provincia dove ha sede legale la società stessa; e inserisce il divieto di controllo, da parte di un’unica società, di una quota superiore al 20% delle farmacie in una stessa regione o provincia autonoma.
 
Dal punto di vista procedurale, tuttavia, il provvedimento, dopo essere stato licenziato dal Consiglio dei Ministri nel febbraio 2015 ed approvato in prima lettura dalla Camera dei Deputati nell’ottobre dello stesso anno, è stato assegnato alla Commissione Industria del Senato, che ha concluso l’esame nell’agosto dello scorso anno, a seguito di una lunga fase istruttoria.
Il testo però, anche a causa di forti veti nella discussione parlamentare, è stato fermo a lungo in Senato, fino allo scorso 20 aprile, giorno in cui è stata riaperta la discussione in Parlamento che entrerà nel vivo nelle prossime settimane.
 
Stando ai rumors, i lavori dovrebbero concludersi entro la fine del mese con la presentazione di un maxi-emendamento e la richiesta della votazione della fiducia sul testo approvato dalla Commissione Industria lo scorso agosto, per chiudere velocemente l'esame di Palazzo Madama e far passare il Decreto all’altro ramo del Parlamento con l'intenzione di mettere il timbro definitivo sul provvedimento entro giugno. Così facendo rimarrebbero precluse tutte le proposte di modifica già presentate in Aula, tra cui anche l’emendamento che propone di abbassare la soglia del numero di farmacie che una società di capitali può controllare, che si chiedeva di abbassare dal 20% al 15%. 
 
Si è pronunciato in merito a tale decisione anche il Senatore Luigi D’Ambrosio Lettieri, membro della Commissione Sanità del Senato, che sostiene che “Il mercatismo vocato alla deregulation totale è in grado di compromettere quelle garanzie di qualità dei servizi a tutela dei cittadini che, per esempio, in particolare nel settore sanitario e per la farmacia, presidio di riferimento territoriale, riconosciuto e parte integrante del sistema sanitario nazionale anche per il suo valore sociale, non può essere accettabile”.
 
Come si legge anche dal Documento di Economia e Finanza (DEF) appena deliberato dal Consiglio dei Ministri di giovedì 13 aprile, il Governo potrebbe intervenire ulteriormente sull’argomento con un provvedimento entro l’estate. La scelta definitiva di procedere sarà dettata ovviamente dal clima politico che troveremo tra qualche mese.