Mer 26 Apr 2017 | Categoria: Persone

Intervista a Annarosa Racca, Presidente Federfarma

 
La crescita della domanda di nutraceutici legata alle moderne esigenze di salute degli italiani, sempre più attenti alla prevenzione e al benessere, rappresenta oggi una grande risorsa non solo per la salute della popolazione, ma anche per la sostenibilità economica del servizio sanitario.
In questo scenario, la farmacia e il farmacista assumono un ruolo sempre più importante per l’affermarsi di un modello virtuoso che potrebbe contribuire al contenimento dei costi del SSN e, in generale, allo sviluppo del settore.
Ne parliamo con Annarosa Racca, Presidente di Federfarma, tra i protagonisti della tavola rotonda sul futuro della nutraceutica al NutraDay 2017, insieme a FederSalus.
 
Presidente, il mercato della nutraceutica continua a crescere (+7,7% a valore rispetto all’anno mobile terminante a gennaio 2016) e la farmacia si conferma il primo canale di vendita degli integratori (90% del totale). Un trend positivo che sicuramente è anche frutto di una maggiore sinergia tra i diversi attori coinvolti, ovvero i medici, i farmacisti e le aziende. Cosa ne pensa?
La sinergia tra i vari soggetti – medici, farmacie, aziende produttrici – si rafforza. A tal fine è fondamentale che le aziende forniscano alle farmacie informazioni complete sui propri prodotti e siano coinvolte nell’aggiornamento dei farmacisti. La farmacia è il canale di acquisto privilegiato per questi prodotti perché, anche per quanto riguarda gli integratori, i cittadini ripongono massima fiducia nella farmacia. La diffusione degli integratori è in forte crescita perché i cittadini sono sempre più interessati a mantenersi in forma, oltre che in salute, e più propensi a fare uso di prodotti di origine naturale, diversi dai farmaci. Certamente la collaborazione con il medico di famiglia è importantissima per un uso corretto degli integratori, che spesso vengono assunti insieme ai medicinali. Poiché il farmacista in farmacia ha una visione a tutto tondo del paziente e dei prodotti che utilizza, il suo consiglio è un prezioso punto di riferimento per i cittadini vogliono utilizzare prodotti di qualità, avallati da professionisti qualificati e disponibili in un ambiente orientato alla tutela della salute quale è la farmacia.
 
La farmacia sta diventando sempre di più un hub di servizi. Una rivoluzione in termini di professionalità ma anche di offerta di prodotti, in particolare per quanto riguarda il settore degli integratori. In che modo il nuovo ruolo della farmacia e del farmacista può contribuire a una sanità più efficiente?
L’evoluzione del settore degli integratori si  accompagna a una vera e propria crescita culturale dell’utente, anche se permangono sacche di disinformazione soprattutto sul web, in siti privi di controllo scientifico. Il compito della farmacia è saper dare ai cittadini risposte chiare e scientificamente corrette, anche per sfatare i molti falsi miti, pericolosi per la salute, che viaggiano incontrollati soprattutto su internet. Il ruolo della farmacia nella prevenzione e nell’educazione sanitaria è riconosciuto da tutte le istituzioni che si occupano di sanità le quali, negli ultimi anni, hanno attribuito alla farmacia responsabilità crescenti a tutela della salute collettiva. Fare divulgazione e promuovere screening contribuisce al miglioramento della salute del Paese e costituisce una forma di risparmio per il Ssn.
 
Dai dati del secondo Osservatorio FederSalus emerge che la filiera italiana dell’integratore alimentare è fortemente impegnata negli investimenti in qualità e R&D.  A suo avviso, quali interventi possono essere messi in atto a supporto dello sviluppo e dell’innovazione del settore?
Sicuramente è importante il costante aggiornamento professionale. Proprio in quest’ottica Federfarma  si impegna per agevolare la partecipazione dei colleghi a corsi di formazione volti ad approfondire argomenti quali la selezione delle marche, l’esposizione dei prodotti, la comunicazione, il consiglio. Anche in quest’ambito è importante la collaborazione con le aziende. La crescente informatizzazione delle farmacie è un ulteriore supporto all’innovazione del settore.
 
E’ di questi giorni la notizia che torna all’ordine del giorno la discussione sull’iter di approvazione del Disegno di Legge sulla Concorrenza che, in riferimento alle farmacie, prevede la possibilità per le società di capitali di entrare nella distribuzione farmaceutica. Come interpreta la volontà del Governo di operare una “liberalizzazione” del settore?  E quali possono essere, a suo parere, gli effetti delle nuove disposizioni?
Tutte le volte che si parla di liberalizzazione si creano aspettative di vantaggi per i cittadini che poi nei fatti vengono puntualmente disattese, come dimostrato dall’esperienza di questi ultimi anni in diversi settori. Per quanto riguarda la farmacia è importante che il nuovo assetto che si verrà a creare non riduca il livello, la qualità e la capillarità dell’assistenza farmaceutica attualmente fornita al cittadino. Federfarma continuerà a lavorare con quest’obiettivo tutelando l’attività delle farmacie indipendenti.