Lun 19 Giu 2017 | Categoria: Cosa di nuovo

Nuove disposizioni sull’etichettatura dei prodotti alimentari: FederSalus ascoltata in Senato

 

Lo scorso maggio è stata trasmessa al Parlamento la bozza di Decreto che introduce nuovamente l’obbligo di indicare in etichetta la sede di produzione o, se diversa, di confezionamento dei prodotti alimentari, integratori alimentari compresi.

Il 27 aprile, infatti, era stato dato annuncio alle Assemblee di Camera e Senato della trasmissione da parte del Governo dello schema di decreto, sul quale sono state chiamate a esprimere il parere le competenti Commissioni parlamentari. Al Senato il provvedimento è stato assegnato alla Commissione Agricoltura e produzione agroalimentare, previe osservazioni delle Commissioni Affari costituzionali, Giustizia, Bilancio, Industria, Sanità e Politiche dell’Unione europea. Mentre alla Camera il decreto è stato assegnato alle Commissioni Agricoltura, cui riferiranno la Commissione Politiche dell’Unione europea e la Commissione Bilancio.

Il testo, che era stato licenziato dal Consiglio dei Ministri il 17 marzo 2017, precisava che per sede dello stabilimento si intende la sede di produzione o, se diversa, di confezionamento, identificata dalla località e dall’indirizzo dello stabilimento; incaricava poi il Dipartimento dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari, istituito presso il Ministero delle Politiche agricole, dei controlli e, nei casi di non conformità alle regole, della facoltà di irrogare una sanzione amministrativa pecuniaria che varia dai 3.000,00 a 24.000,00 euro; stabiliva inoltre un periodo transitorio di 120 giorni dall’entrata in vigore della norma durante i quali i prodotti immessi sul mercato o etichettati in difformità dal decreto potranno essere commercializzati fino all’esaurimento delle scorte; e infine precisava che le disposizioni, qualora diventassero esecutive, si applicherebbero solo ai prodotti fabbricati o confezionati in Italia.

Le norme di cui sopra hanno però sollevato più di qualche perplessità, che FederSalus ha scelto di chiarire tramite un contatto diretto con la IX Commissione del Senato – Agricoltura e produzione Agroalimentare, tramite un’audizione che si è tenuta lo scorso 31 maggio, con l’obiettivo di presentare le proprie osservazioni sulla bozza di Decreto Legge in esame.

A parere dell’Associazione, innanzitutto non risulta chiaro quale sede vada prioritariamente indicata in etichetta, se quella di produzione o quella di confezionamento, qualora fossero diverse. A tal riguardo FederSalus ha proposto di indicare in etichetta la sede di “confezionamento”, intesa come lo stabilimento dove avviene il collocamento di un prodotto alimentare in un involucro o contenitore, posto a diretto contatto con il prodotto alimentare in questione; soluzione che permetterebbe avere una definizione più chiara per gli operatori, riducendo l’eventualità di contestazioni e contenziosi.

L’altra criticità sollevata dall’Associazione è rappresentata dai tempi di smaltimento delle scorte. Avendo le disposizioni del decreto effetto a decorrere dal centoventesimo giorno dalla sua entrata in vigore, gli alimenti immessi sul mercato o etichettati in difformità dalla norma entro tale termine potrebbero infatti essere commercializzati fino all’esaurimento delle scorte. In merito, FederSalus ha proposto di ampliare il termine ad 1 anno per l’adeguamento alla nuova norma e lo smaltimento delle scorte, per tener conto di un’adeguata tempistica aziendale.

Entrambe le proposte dell’Associazione sono state accolte dalla IX Commissione del Senato – Agricoltura e produzione Agroalimentare. A testimonianza dell’alto valore del contributo dell’Associazione.

L’iter di approvazione del decreto, in ogni caso, prevede che il testo del Decreto legislativo, prima della pubblicazione, dovrà essere notificato alla Commissione UE, che avrà 3 mesi di tempo, insieme agli Stati membri, per formulare eventuali obiezioni e rilievi.