Mar 18 Lug 2017 | Categoria: Il nostro mercato

Il mercato dei probiotici

I probiotici rappresentano la principale categoria nel mercato italiano degli integratori alimentari e una realtà produttiva molto consistente a confronto con altri Paesi europei dove il valore oscilla tra il 177,4 milioni di euro nel mercato russo ai 13 milioni di euro raggiunti in quello spagnolo.

 

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La filiera italiana comprende aziende che sviluppano e producono ceppi, aziende che trasformano i ceppi in prodotti finiti ed aziende che distribuiscono prodotti a marchio proprio.
Il principale canale di vendita è la farmacia che nel 2016 ha assorbito il 94,2% dei consumi totali di probiotici che si sono contraddistinti anche per essere uno dei segmenti più innovativi intendendo l’innovazione non solo come lanci di nuove referenze, ma anche come extension line. Lo scorso anno in farmacia sono state introdotte 46 nuove referenze di probiotici che hanno sviluppato un fatturato di 7,4 milioni di euro con un’incidenza sul valore totale del segmento del 2,2%1. Le prime 10 aziende a marchio rappresentano oltre il 57% del sell out dei probiotici in farmacia2.
 
Alla luce delle buone performance dei probiotici e del tasso di innovazione che caratterizza questo segmento di mercato è da evidenziare che la categoria soffre di un’incertezza normativa. Da un lato le valutazioni negative di EFSA sui claims di questa categoria, a seguito del Regolamento 1924/2006, hanno contenuto la crescita del mercato e creato difficoltà operative alle aziende del settore non solo in Italia, dall’altro l’utilizzo dell’indicazione “Probiotico” consentito dalla linea guida del Ministero della Salute italiano ma  non condiviso dagli altri Stati Membri e dalla Commissione Europea, pone barriere all’esportazione dei prodotti italiani che se commercializzati nel mercato europeo non possono recare sull’etichetta tale termine.
 
A inizio anno la collaborazione tra l’Associazione statunitense dei produttori di integratori alimentari, di alimenti funzionali e dei fornitori di materie prime, Council for Responsible Nutrition (CRN), e l’International Probiotics Association (IPA) ha portato alla pubblicazione di una linea guida volontaria su base scientifica che contiene raccomandazioni circa l’etichettatura, i test di stabilità e le modalità di conservazione relativamente agli integratori  e agli alimenti funzionali a base di probiotici.
La linea guida è stata sviluppata per fornire un supporto informativo circa l’identità e la qualità di probiotici presenti in un prodotto e favorire scelte informate del consumatore.
Il testo della linea guida è conforme ai requisiti della regolamentazione statunitense mentre non tiene conto degli aspetti regolatori vigenti al di fuori del mercato statunitense. Il testo competo è qui consultabile.
 
1 E. Folpini, New Line Ricerche di mercato: “Integratori alimentari in Farmacia: le potenzialità dei territori”- Seminario FederSalus, 9 marzo 2017.
2 Fonte: elaborazioni su dati New Line Ricerche di Mercato, canale farmacia - MAT APRILE 2017