Mar 18 Lug 2017 | Categoria: Cosa di nuovo

Una revisione della legislazione sugli alimenti per sportivi è prioritaria sia in Italia che in Europa

 

Secondo quattro importanti Associazioni europee, Specialised Nutrition Europe, EU Speciality Food, EUVEPRO e Food Supplements Europe, la legislazione europea sugli alimenti per sportivi deve essere cambiata. La richiesta non è nuova, considerato che è da tempo che è emersa la necessità di un adattamento relativo alla normativa per i prodotti per sportivi.
 
Nello specifico, le quattro Associazioni sostengono che gli alimenti per sportivi contengono nutrienti, come minerali, proteine, amminoacidi e zuccheri, in quantità diverse rispetto a quelle stabilite per gli alimenti generici. Inoltre, sottolineano come alcuni claims siano appropriati per gli alimenti per sportivi ma non per quelli generici e richiedono che la composizione e le caratteristiche qualitative degli alimenti per sportivi siano soggette a criteri specifici.
 
A parere dei rappresentanti delle Associazioni, potrebbero essere utili delle linee guida europee che regolino il settore, ma non sufficienti. Anche senza apportare modifiche alla legislazione alimentare generale europea, la Commissione Europea deve trovare una strada normativa per introdurre le modifiche necessarie e mettere fine alla eterogeneità di regole in vigore nei diversi Stati Membri.
 
La Commissione Europea ha però rigettato anche questa volta la richiesta pervenuta dalle Associazioni europee di settore. Nonostante infatti abbia riconosciuto recentemente che i prodotti per gli sportivi presentino delle caratteristiche specifiche che necessitano di essere prese in considerazione, la Commissione ha dichiarato che, non essendoci un’armonizzazione legislativa nel settore, non è di propria competenza procedere con la revisione normativa auspicata.
 
La legislazione risulta dunque frammentata a livello comunitario e certamente complessa anche a livello dei singoli Stati Membri. La situazione italiana è la seguente.
Gli “ex” prodotti dietetici per sportivi, sulla base della loro composizione, possono trovare una ricollocazione nel settore degli integratori alimentari o eventualmente possono ricadere tra gli alimenti ordinari.
 
I prodotti rientranti nella categoria “prodotti energetici”, che forniscono energia in prevalenza da carboidrati, ricadono nel campo di applicazione del regolamento (CE) 1925/2006 (che disciplina gli alimenti arricchiti)  se vi è la presenza di una composizione vitaminica.
 
Quelli invece rientranti nella categoria “concentrati proteico-amminoacidici per il sostegno del fabbisogno azotato” possono confluire nel settore degli integratori alimentari quando si presentano come fonte concentrata di tali nutrienti. Nel caso di prodotti in forma di barrette energetiche e/o iperproteiche con vitamine e minerali, la ricollocazione più idonea è comunque nel contesto del Regolamento (CE) 1925/2006.
 
Più complesso il discorso per la categoria “prodotti destinati a reintegrare le perdite idrosaline dovute a profusa sudorazione”.  I loro requisiti di composizione sono stati ripresi dal Regolamento (UE) 432/2012 per caratterizzare le “soluzioni di carboidrati-elettroliti” oggetto dei claims sulla salute autorizzati. Per gli elettroliti, comunque, il Regolamento (UE) 432/2012 prescrive il solo tenore di sodio, a differenza della Circolare ministeriale che prescrive anche quello di cloro e di potassio, prevedendo come facoltativa la presenza di magnesio in quantità non definite.
 
Se si confrontano però i tenori prescritti per i suddetti minerali dalla Circolare ministeriale con la significatività dell’aggiunta di vitamine e minerali previste dal Regolamento (CE) 1925/2006, si rileva che il tenore di potassio deve risultare necessariamente inferiore e che quello di cloro ed eventualmente di magnesio possono essere a loro volta inferiori. Venendo meno il campo dei prodotti dietetici, l’impiego di sali minerali come fonte di elettroliti sopra indicati, in una quantità che è comunque significativa per la specifica funzione, porta ugualmente all’applicazione del Regolamento (CE) 1925/2006.
Al riguardo, si prende atto che vi sono prodotti per sportivi addizionati di vitamine e minerali a livelli più bassi rispetto a quelli considerati significativi nel regolamento in questione si consentono deroghe in casi del genere, riconoscendo in definitiva la necessità di intervenire per risolvere sul piano normativo questi contrasti con la vigente legislazione alimentare orizzontale derivanti dalla specificità di prodotti per sportivi.
Pertanto, in attesa che la situazione venga definita a livello europeo, i prodotti destinati agli sportivi per “reintegrare le perdite idrosaline dovute a profusa sudorazione” rientrano nel campo di applicazione del Regolamento (UE) 1925/2006. In ogni caso, tenuto conto di quanto prescritto dal Regolamento (UE) 432/2012 per le soluzioni di carboidrati-elettroliti, oltre a quella di magnesio, anche l’aggiunta di potassio e cloro diventa facoltativa, fermi restato i livelli previsti dalla circolare ministeriale.
 
Riguardo infine la categoria “altri prodotti specificamente adattati”, va verificato caso per caso il campo più appropriato di ricollocazione tra quelli sopra indicati, sulla base dei loro requisiti di composizione. Mentre, i prodotti dietetici per sportivi che confluiscono nel settore degli integratori alimentari o nel campo di applicazione del Regolamento (CE) 1925/2006 dovranno essere rinotificati per la loro collocazione nel nuovo campo normativo.