Lun 02 Lug 2018 | Categoria: Persone

Intervista alla Dr.ssa Inbal Amar, Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli


Gli integratori alimentari possono svolgere un ruolo importante, a supporto della dieta, nel mantenimento dello stato di salute della persona e in un’ottica di prevenzione primaria, rispondendo ad uno specifico o mutato fabbisogno nutrizionale, laddove alimentazione, attività fisica e stili di vita sani non risultassero più sufficienti a fornire i nutrienti di cui si ha bisogno.
Questo vale in particolare per le donne, soprattutto, ma non soltanto, durante le fasi della gravidanza e della menopausa, dove è fondamentale raggiungere e mantenere uno stato nutrizionale ottimale. Secondo un’indagine GFK per Federsalus del 2015, il 33% degli specialisti ricorre all’utilizzo di integratori alimentari per rispondere alle esigenze dei propri pazienti, in particolare quelle relative all’apparato uro-genitale (35%) e alle problematiche femminili (25%).
In Ginecologia, infatti, l’utilizzo degli integratori alimentari risulta essere molto diffuso: secondo dati IMS, circa il 14% del totale delle prescrizioni dei ginecologi riguarda integratori alimentari (Fonte dati: IMS Medical Audit marzo 2014).
La nutraceutica costituisce sempre più un settore fondamentale di ricerca e approfondimento in ginecologia; ne parliamo con la Dr.ssa Inbal Amar della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli.
 
Gentile Dr.ssa Inbal Amar, abbiamo visto che la supplementazione e l’utilizzo degli integratori alimentari in ginecologia costituiscono sempre più un valido supporto per lo specialista, che riveste un ruolo di vero e proprio punto di riferimento per la donna, accompagnandola e assistendola in tutti gli aspetti e le fasi più significative della sua vita. Come si traduce tutto questo nella pratica clinica? In quali momenti, in particolare, maggiormente lo specialista ricorre all’interazione alimentare? Per rispondere a quali bisogni?
Nella pratica clinica ci sono alcuni periodi in cui la paziente non ha una patologia vera e propria, per cui non necessita di un farmaco, però può trovarsi in uno stato di non completo benessere o di “patologia borderline” in cui la dieta tradizionale non è sufficiente per sostenere lo stato di salute. In questo periodo entrano gli integratori alimentari. Nella vita della donna il ginecologo ricorre all’integrazione alimentare durante la gravidanza, durante alcune patologie disfunzionali come la sindrome dell’ovaio policistico e durante la menopausa.
 
La gravidanza e la menopausa sono momenti davvero significativi nella vita di una donna. Quali sono i benefici nel ricorrere alla supplementazione alimentare in queste fasi? Come interviene in questi casi l’integrazione alimentare?
La gravidanza come la menopausa è un evento fisiologico che però, richiede più attenzione e molto spesso l’integrazione con vari prodotti nutraceutici. L’assunzione di acido folico in fase del preconcepimento, e anche durante la gravidanza, è stato dimostrato essere un elemento protettivo contro i difetti del tubo neurale come la spina bifida. Durante la gravidanza compare nella maggior parte delle donne ‘l’anemia fisiologica’ che viene trattata con la supplementazione di ferro. Anche l’ipovitaminosi D è stata dimostrata essere associata a diverse patologie gravidiche per cui occorre valutarne i livelli e supplementare nel caso di insufficienza/carenza. La supplementazione con la vitamina B6 e lo Zenzero possono alleviare nausea e vomito di basso/medio livello.  Durante il periodo di transizione menopausale tante donne esprimono sintomi che variano tra le classiche vampate di calore, sudorazione notturna, aumento di peso, osteopenia/osteoporosi, sbalzi di umore, cambiamento del metabolismo glucidico e lipidico, etc. Gli integratori alimentari possono servire come un trattamento valido di sintomi di livello basso- moderato che caratterizzano questa fase e servono per superarlo, a volte eliminando i sintomi e a volte diminuendoli notevolmente. I composti nutraceutici più utilizzati per il trattamento della sindrome climaterica moderata sono i fitoestrogeni, nelle donne che non possono assumere estrogeni si possono dare gli estratti di polline e la cimicifuga racemosa. La vitamina D si somministra nelle condizioni di carenza che sono molto frequenti in menopausa per prevenire l’osteoporosi. Il riso rosso fermentato si può prescrivere in condizioni di ipercolesterolemia iniziale.
 
 
In qualità di rappresentante della SIGO- Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia, come valuta il rapporto inter-associativo ai fini della sensibilizzazione delle donne sul tema della prevenzione primaria e l’attuazione di progettualità che abbiamo come concreto obiettivo la promozione e il mantenimento della loro salute della donna?
La prevenzione primaria è una tema di importanza cruciale in tutti gli ambiti della medicina e in particolare per quanto riguarda la salute della donna. Gli integratori hanno un ruolo nella prevenzione e possono essere prescritti nelle varie fasi della vita della donna. Gli integratori che abbiamo oggi a disposizione sono molti ma occorre conoscerli e conoscere le più appropriate indicazioni. Per questo è importante che i medici conoscano le loro proprietà, le giuste dosi da utilizzare, le interazioni, gli effetti avversi e soprattutto è importante che trasmettano questa informazione alle pazienti in modo chiaro e completo.